528 giorni.. 

..528 giorni dopo..

Tutto è diverso tranne me che di diverso ho solo sempre più coraggio.

Vi è mai successo di sentire una sensazione strana tra lo stomaco e il cuore? succede che ti si crea un vuoto dentro e non puoi farci niente. Come quando sei in aereo e c’è un vuoto d’aria e ti senti tutto arrivare alla gola, ecco più o meno la sensazione è quella con la differenza che in aereo passa subito mentre oggi a me non passa mai. Ho pensato che uscire fosse l’idea migliore e quindi eccomi qui, sta facendo buio e in giro non c’è molta gente, cammino per una città che conosco da che sono piccola ma che ogni giorno non smette di stupirmi, una città nella quale posso ridere e piangere, una città che non mi lascia mai sola nemmeno quando siamo solo io e lei; ed è bella, bella da morire, trovi angoli di verde nascosti da immensi palazzi antichi che se potessero parlare racconterebbero storie di migliaia di persone passate di qui anche solo per un secondo o per ogni giorno della loro vita. Continuo a camminare lungo il fiume che sembra non finire mai e ogni ponte che passo un pensiero rimane indietro con esso, dovrei arrivare fino in Italia per esaurirli ma mi accontento di alleggerirmi un po’, e mentre Niccolò fabi mi uccide con una sua canzone nelle orecchie, che suona un po’ più alta di come dovrebbe, io non posso fare in meno di sorridere, è un sorriso involontario ma consapevole. Consapevole che sono ancora qui e tutto sommato non sono poi così male.

“In mezzo c’è tutto il resto, e tutto il resto è giorno dopo giorno e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire, e costruire è sapere è potere rinunciare alla perfezione”

Sorrido e il magone alla gola un po’ scende, ora è in quello spazio dove si ferma tutto, tra il cuore e lo stomaco, li non fa poi così tanto male. Io sono brava a sopportare e dopo un po’ che sopporti arrivi a quel punto dove sembra che nulla ti possa distruggere e tutto sommato ti accorgi che è vero, che quando mi alzo la mattina e mi guardo allo specchio mi piace ciò che vedo, mi piace per come nonostante tutto io vivo senza la paura di quello che pensa la gente, senza precludermi qualcosa solo perché magari non la posso avere, nella vita non si sa mai, se un bruco può diventare una farfalla e cambiare così radicalmente non vedo come qualcosa possa essere impossibile, magari farà male, magari non sarà come pensavo, magari non otterrò mai ciò che voglio nel modo in cui lo voglio e sarà diverso, ma sicuramente niente sarà mai impossibile. Il non potere è semplicemente poco coraggio nell’ammettere che tutto sommato non lo si vuole poi così tanto.

“So poco della notte ma la notte sembra sapere di me, e in più, mi cura come se mi amasse, mi copre la coscienza con le sue stelle. Forse la notte è la vita e il sole la morte. Forse la notte è niente e le congetture sopra di lei niente e gli esseri che la vivono niente.

(Alejandra Pizarnik)”

Ormai è buio e forse anch’io ora sono niente, qualche barbone si copre con cartoni trovati chissà dove eppure io non sento così freddo, uno ha un occhio nero e il naso rosso come un clown. Non mi sono mai piaciuti i clown. Niccolò fabi insiste nelle mie orecchie e io continuo a camminare. Poco più avanti c’è un vecchio signore con un grosso cane al guinzaglio, chissà se ha qualcuno che lo aspetta a casa o anche lui è da solo, e se è da solo chissà come sta. Potrei chiederglielo ma non conosco la sua lingua, mi sembra triste, potrei abbracciarlo ma invaderebbe il mio spazio vitale quindi proseguo e gli auguro con il pensiero di avere una signora a casa solo troppo stanca per accompagnarlo questa sera, gli sorrido, lui contraccambia, non serve parlare la stessa lingua per questo.

Non so di preciso dove sono, penso che sia ora di tornare a casa ma è così bello qui fuori che decido di starci un altro po’. È pieno di turisti e io continuo a sorridere immaginando le storie di ognuno di loro, mi piace guardare la meraviglia nei loro occhi mentre guardano la città illuminata dai lampioni e crea un atmosfera magica che non si scorderanno mai.

Penso alle persone che ho conosciuto, a quelle che conoscerò, a chi mi capirà ma non vorrà avere niente a che fare con me, a chi non mi capirà ma penserà di sapere tutto. Penso a chi tornerà e a chi non vorrà mai più tornare. Penso se sarò mai pronta a urlare al mondo tutti i miei pensieri e penso se il mondo sarà mai pronto ad ascoltarli. E penso anche che io sono bella, che io sono diversa, che io le cose le faccio col cuore e che per quanto potrà essere pieno di cerotti, lividi e graffi lui ci sarà sempre e comunque.

Sorrido.

Stasera io ho vinto.

Sorrido.

Torno a casa.

Buon viaggio a vedersi.

La ragazza con la valigia..

Questo é il mio primo post a non so quanti metri di altezza.. Dal finestrino dell’aereo si vedono le montagne con un po’ di neve sopra che sembra lo zucchero a velo sui muffin al cioccolato appena sfornati anche se l’odore nell’aria non è quello. Si sente l’odore di qualcuno che probabilmente é di corsa da stamattina mischiato al “profumo” del finto caffè che ti offrono le accoglienti hostess insieme ad un giornale scritto in ceco che per quanto mi stia sforzando ancora non ho imparato. Se mi guardo in giro noto agghindate signore firmate dalla testa ai piedi, un signore che legge “il sangue versato” di Larsoon e davanti a lui una ragazza sta guardando nel suo piccolo computer portatile foto di case e arredamenti, probabilmente è appena andata a convivere o ancora no ma sogna presto di farlo o semplicemente sta andando a vivere da sola anche se quelle sono foto per una coppia e non per un single. Qualche signore davanti sta chiacchierando e qualcun’altra dorme respirando un pochino più rumorosamente di quanto si immagina; poi ci sono io che scrivo immaginandomi la storia di ognuno di loro, due signori si tengono la mano complici, non si conoscono da molto, non hanno la fede al dito, lui sulla quarantina lei probabilmente poco meno, si sorridono spesso e si guardano in un modo che da 10 giorni a me manca. Mi piace viaggiare perché ti permette di vedere persone e cose differenti da quelle che vedi ogni giorno, ti mostra cose che non avresti mai pensato di vedere e ti rende meno provinciale, meno spaventato da tutto ciò che ti circonda. Quando viaggi dopo un po’ prendere l’aereo diventa abitudine e sorridi vedendo la gente correre impanicata al gate per la paura di perdere il volo o fare a spintoni per essere primi a salire quando se sei l’ultimo sali ti siedi e non hai tutta quella gente che spinge o sta in piedi in coda per attendere di sedersi. Quando viaggi spesso perdi un po la magia del partire per una vacanza, é come quando ti lanci per la prima volta dal paracadute e provi un’ebrezza e una felicità che al decimo lancio non avrai più. Sto tornando a casa dopo 10 giorni a Praga in una città magica che non ti chiede mai niente e io questo lo adoro; puoi scende di casa in pigiama e nessuno ti giudica, puoi sederti al centro della piazza a fissare vecchi palazzi enormi che trasudano storie di epoche passate. Praga ti legge dentro, fai passeggiate lunghissime e non ti senti mai sola perché con te hai la città e tutte le sue meraviglie. Viaggiare è un arma a doppio taglio, ti fa rendere conto di non aver bisogno di nessuno oltre che di te stessa mentre a volte, invece, ti fa capire quanto quella mano che cerca la tua mentre cammini per te sia come ossigeno. Io posso vivere anche da sola, è che in due, si sa, certe cose vengono meglio.

Ora chiudo perchè sto per atterrare, partirà l’applauso per ringraziare il comandante di non averci fatto morire e io non voglio di certo perdermelo.