Starbucks e crisi d’identità

Che Starbucks non sia il migliore caffè sulla faccia della terra siamo tutti d’accordo e che sia una moda anche; però tra me e le ragazze del mio Starbucks preferito (Starè Mesto, Praha 1) c’è un gioco in atto che mi porta quasi tutte le mattine (almeno per metà mese) a tentare di vincere ma mi stupiscono sempre: Shila, Sheila, Silvia, Cinthia, Silla, Cilla, Shaila, Shela, Schilla etc etc..

Oltre a sbagliare puntualmente il nome però sapete perchè mi piace così tanto?

In Italia nasceimg_4313 a Milano nel palazzo delle poste, megalomane per eccellenza blocca un’intera città per l’inaugurazione; fondato da chi di caffè non ne sapeva nulla, due insegnanti e uno scrittore/pubblicitario messi poi in ombra da Howard Schultz. Il nome nasce dalla convinzione che le parole che cominciano con “st” siano più potenti ed efficaci e fra le cose che adoro di più c’è che ogni Starbucks al mondo apre 10 minuti prima dell’orario stabilito e chiude 10 minuti precisi dopo, della serie, creiamo regole e spieghiamo come infrangerle funzioni.

Quanti di voi sanno delle caffetterie in incognito che questa grande catena ha in giro per il mondo? È il caso della Roy Street Coffee e della 15th Avenue Coffee di Seattle, nonché di una caffetteria nel campus della New York University portate alla luce per spiegare il marketing che c’è dietro.

Stamattina sono Shila e non c’è spelling che le possa fermare, ma non mi dispiace come nome quindi le perdono ancora una volta; del resto io sono assonnata ed è il caffè più vicino al museo.

 

528 giorni.. 

..528 giorni dopo..

Tutto è diverso tranne me che di diverso ho solo sempre più coraggio.

Vi è mai successo di sentire una sensazione strana tra lo stomaco e il cuore? succede che ti si crea un vuoto dentro e non puoi farci niente. Come quando sei in aereo e c’è un vuoto d’aria e ti senti tutto arrivare alla gola, ecco più o meno la sensazione è quella con la differenza che in aereo passa subito mentre oggi a me non passa mai. Ho pensato che uscire fosse l’idea migliore e quindi eccomi qui, sta facendo buio e in giro non c’è molta gente, cammino per una città che conosco da che sono piccola ma che ogni giorno non smette di stupirmi, una città nella quale posso ridere e piangere, una città che non mi lascia mai sola nemmeno quando siamo solo io e lei; ed è bella, bella da morire, trovi angoli di verde nascosti da immensi palazzi antichi che se potessero parlare racconterebbero storie di migliaia di persone passate di qui anche solo per un secondo o per ogni giorno della loro vita. Continuo a camminare lungo il fiume che sembra non finire mai e ogni ponte che passo un pensiero rimane indietro con esso, dovrei arrivare fino in Italia per esaurirli ma mi accontento di alleggerirmi un po’, e mentre Niccolò fabi mi uccide con una sua canzone nelle orecchie, che suona un po’ più alta di come dovrebbe, io non posso fare in meno di sorridere, è un sorriso involontario ma consapevole. Consapevole che sono ancora qui e tutto sommato non sono poi così male.

“In mezzo c’è tutto il resto, e tutto il resto è giorno dopo giorno e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire, e costruire è sapere è potere rinunciare alla perfezione”

Sorrido e il magone alla gola un po’ scende, ora è in quello spazio dove si ferma tutto, tra il cuore e lo stomaco, li non fa poi così tanto male. Io sono brava a sopportare e dopo un po’ che sopporti arrivi a quel punto dove sembra che nulla ti possa distruggere e tutto sommato ti accorgi che è vero, che quando mi alzo la mattina e mi guardo allo specchio mi piace ciò che vedo, mi piace per come nonostante tutto io vivo senza la paura di quello che pensa la gente, senza precludermi qualcosa solo perché magari non la posso avere, nella vita non si sa mai, se un bruco può diventare una farfalla e cambiare così radicalmente non vedo come qualcosa possa essere impossibile, magari farà male, magari non sarà come pensavo, magari non otterrò mai ciò che voglio nel modo in cui lo voglio e sarà diverso, ma sicuramente niente sarà mai impossibile. Il non potere è semplicemente poco coraggio nell’ammettere che tutto sommato non lo si vuole poi così tanto.

“So poco della notte ma la notte sembra sapere di me, e in più, mi cura come se mi amasse, mi copre la coscienza con le sue stelle. Forse la notte è la vita e il sole la morte. Forse la notte è niente e le congetture sopra di lei niente e gli esseri che la vivono niente.

(Alejandra Pizarnik)”

Ormai è buio e forse anch’io ora sono niente, qualche barbone si copre con cartoni trovati chissà dove eppure io non sento così freddo, uno ha un occhio nero e il naso rosso come un clown. Non mi sono mai piaciuti i clown. Niccolò fabi insiste nelle mie orecchie e io continuo a camminare. Poco più avanti c’è un vecchio signore con un grosso cane al guinzaglio, chissà se ha qualcuno che lo aspetta a casa o anche lui è da solo, e se è da solo chissà come sta. Potrei chiederglielo ma non conosco la sua lingua, mi sembra triste, potrei abbracciarlo ma invaderebbe il mio spazio vitale quindi proseguo e gli auguro con il pensiero di avere una signora a casa solo troppo stanca per accompagnarlo questa sera, gli sorrido, lui contraccambia, non serve parlare la stessa lingua per questo.

Non so di preciso dove sono, penso che sia ora di tornare a casa ma è così bello qui fuori che decido di starci un altro po’. È pieno di turisti e io continuo a sorridere immaginando le storie di ognuno di loro, mi piace guardare la meraviglia nei loro occhi mentre guardano la città illuminata dai lampioni e crea un atmosfera magica che non si scorderanno mai.

Penso alle persone che ho conosciuto, a quelle che conoscerò, a chi mi capirà ma non vorrà avere niente a che fare con me, a chi non mi capirà ma penserà di sapere tutto. Penso a chi tornerà e a chi non vorrà mai più tornare. Penso se sarò mai pronta a urlare al mondo tutti i miei pensieri e penso se il mondo sarà mai pronto ad ascoltarli. E penso anche che io sono bella, che io sono diversa, che io le cose le faccio col cuore e che per quanto potrà essere pieno di cerotti, lividi e graffi lui ci sarà sempre e comunque.

Sorrido.

Stasera io ho vinto.

Sorrido.

Torno a casa.

Buon viaggio a vedersi.